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PMI, la crisi è quasi finita PDF Stampa E-mail

I risultati dell'Osservatorio Congiunturale in Italia, elaborato da Fondazione Impresa, hanno registrato nel secondo semestre 2010 un incremento dell'export (+1,6 congiunturale e +1,9 tendenziale), a cui tuttavia non è seguita una crescita analoga della produzione/domanda e del fatturato, attestatesi rispettivamente allo +0,3% e + 0,1%, anche se su base annua si stimano progressi più consistenti (+0,7% e +0,4%), che esprimono un leggero miglioramento rispetto a fine 2009. Indicazioni negative provengono dalla dinamica occupazionale in cui si registra una flessione pari al -1,3%, sia a livello congiunturale che tendenziale, e in calo si presenta la propensione ad investire con meno del 10% delle imprese che ha operato investimenti nella seconda parte dell'anno.

Le previsioni per il 2011 segnalano un discreto incremento della produzione/domanda (+0,7%) e del fatturato (+0,5%), grazie anche alla nuova crescita prevista nell'export (+1,8%), mentre si dovrebbe assistere ancora ad una leggera contrazione dell'occupazione (-0,1%); in ripresa si segnalano gli investimenti, benché la quota dei possibili investitori risulti ancora contenuta (10,5%).

A livello settoriale la piccola impresa presenta nel secondo semestre 2010 le dinamiche piu' positive, anche se pesanti sono le perdite nell'occupazione sia a livello congiunturale (-1,8%) che tendenziale (-2,1%). L'andamento dell'artigianato evidenzia livelli più stazionari, tuttavia anche in tale comparto si registra una rilevante contrazione degli addetti (intorno al -1,5%). In leggera ripresa i servizi, mentre nel commercio si assiste ancora a qualche flessione nella domanda e nel fatturato, ma con una maggiore tenuta dal punto di vista occupazionale. Per il prossimo semestre si prevede un miglioramento di tutti i settori, con l'artigianato ad esprimere le maggiori potenzialità di sviluppo, ma anche nella piccola impresa e nei servizi si potrebbero realizzare dei progressi significativi nei volumi di lavoro e di fatturato.

Per il commercio si profila, invece, un periodo di stazionarietà con un sostanziale mantenimento dei livelli raggiunti nella seconda parte del 2010. Tali andamenti non favoriscono, tuttavia, una ripresa delle assunzioni: nonostante qualche possibile nuovo ingresso nell'artigianato e nella piccola impresa, nel commercio e nei servizi si potrebbe realizzare ancora qualche fenomeno di ridimensionamento. Negli investimenti si prevede una maggiore incidenza della quota degli investitori, eccetto che nel commercio che anche sotto questo profilo evidenzia una situazione stazionaria.

A livello di macro-aree, se si escludono le regioni meridionali, in tutte le altre ripartizioni geografiche si rilevano nel secondo semestre 2010 segnali di ripresa, benché il processo di crescita appaia ancora debole. Nella produzione/domanda e nel fatturato il Nordest ed il Nordovest evidenziano le dinamiche migliori, con un buon andamento dell'export e degli ordini, ma anche le regioni del Centro presentano andamenti positivi, soprattutto a livello tendenziale, e dimostrano una maggiore tenuta anche nel mercato del lavoro. Le regioni del Sud e Isole appaiono invece ancora in difficoltà ed accusano qualche flessione sia nella produzione/domanda che nel fatturato, ma rispetto alle altre aree registrano una maggiore propensione ad investire (11,4%).

Per il prossimo semestre in tutte le macro-aree si rilevano dinamiche di crescita più o meno consistenti, anche se e' il Nordovest ad esprimere le maggiori potenzialità di crescita con un incremento della produzione/domanda superiore al punto percentuale, con il livello degli ordinativi che cresce fino al +1,5% e con l'export che potrebbe portare ad una crescita del fatturato vicina ai tre punti percentuali. Nell'occupazione tuttavia si prevedono nuove fuoriuscite di personale (-0,4%), mentre una tendenza opposta, seppure contenuta si prospetta nel Nordest (+0,1%) e nel Mezzogiorno (+0,2%).

 

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